Anno A / IV Quaresima – 30 marzo 2014

Il Vangelo       

20 - IV Quaresima - 30 marzo 2014I maestri della legge si preoccupavano della sua osservanza in quanto legge, per questo era diventata un codice insopportabile. Gesù riduce tutta la legge ad un comando solo: ama come ama Dio. Solo chi ama sa penetrare nel dramma dell’uomo e cerca il volto di Dio.

La guarigione del cieco nato è un segno per coloro che sono “ciechi” dalla nascita, che si rifiutano di vedere la realtà così com’è. Rinunciare alle illusioni della vita è un distacco molto profondo: all’immagine idealizzata di noi stessi che non vogliamo perdere, tanto che facciamo di tutto per affermarla sugli altri, senza perciò mai poter essere se stessi. Rifiutiamo perciò l’imperfezione della realtà nella quale viviamo: famiglia, coppia, comunità, imprigionati dall’ideale che si siamo fissati in questo sogno di onnipotenza, in questo “buio anaffettivo”, mentre l’unica cosa veramente onnipotente è l’amore di Dio per noi.

Ci rendiamo conto di non aver abitato una zona di noi stessi, la quale vive in esilio, lontano dalla sorgente interiore dove zampilla l’acqua che dona la vita eterna, di aver sviluppato una grande intelligenza speculativa, pragmatica, tecnicistica ma di non avere più contatto con le emozioni ed i sentimenti che provengono da grandi sofferenze: odio, ira, gelosia, amarezza, non vengono più alla luce, continuano a crescere indisturbati nel nostro cuore mentre noi cerchiamo affannosamente di “collocare” il nostro amore nel “luogo” giusto, oppure abbiamo smesso di amare, ci siamo anestetizzati affettivamente per evitare di soffrire ancora: non ci lasciamo più amare!

 

Passi biblici    Gv 20,27; Mc 7,1-23;Lc 15,17; Gv 15,6.

 

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