Vangelo
Gesù ha appena fondato la sua comunità, dandole come statuto il comandamento dell’amore ed ora le spiega la sua relazione con il Padre e con lui. La presenza del Padre in mezzo a loro non sarà statica, come in un tempio ma dinamica e la meta del cammino è lui stesso: non è un luogo fisico ma un modo di essere.
“Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?”: Tommaso è in difficoltà perché non riesce a capire come la morte di Gesù possa esprimersi come un passaggio che permette di raggiungere una meta: per lui la morte è la fine del viaggio. Gesù non gli sta dicendo che realizzando se stesso si potrà trovare, bensì che perdendo se stesso si realizzerà. Perdere cosa di se stessi?
Prendere un’altra via, diventa il compito che attende Tommaso per poter conoscere quella via che porta a Dio che è nel centro della sua stessa vita interiore. La vita di cui si parla non è quella che Dio esige dall’uomo, ma quella che dà all’uomo. Noi conosciamo la via, è quella del cuore, dei sentimenti, della conoscenza di se stesso solo che chiede di abbandonare qualche categoria rigida che non può contenere più l’ampiezza della verità di noi stessi, degli altri e di Dio. Chiede alle nostre comunità, alla Chiesa, di abbandonare una certa idea di Dio che si è fatta nel tempo, nella quale abbiamo “dotato” Dio stesso dei nostri stessi attributi: buoni o cattivi, giusti o ingiusti, misericordiosi o vendicativi, accoglienti o inospitali, comprensivi o spietati.
Abbiamo dirottato Dio sulle nostre vie che in realtà noi stessi non conosciamo, perché sono costruite sulla falsariga delle nostre impulsività, del desiderio di possesso, della paura del futuro, del rimorso per il passato, del pregiudizio; per questo ci perdiamo nelle stesse vie che abbiamo costruito, così come moriamo interiormente dentro la vita che ci siamo programmati: vivere per lavorare, mangiare per poter vivere: “fast food”, pasto veloce; divoriamo la vita velocemente e lei ci assimila a se stessa, non ci permette di fermarci, di rimetterci in discussione, di prendere un’altra direzione, un’altra via che potrebbe salvarci.
Passi biblici Gv 13,33-35; Gv 14,1.4-11; Gv 20,17; Gv 1,12-13; Gv 7,34; Gv 20,24; Gv 10,14-15; Sal 38,13; Ger 14,8.