Vangelo
La problematica che ruota intorno all’intero brano è: a quali condizioni i pagani potevano far parte del popolo dei cristiani provenienti dal giudaismo. Per essere cristiani bisognava prima essere ebrei oppure potevano diventare cristiani anche coloro che non lo erano? Dalla risposta a questa divergenza dipendeva l’universalità del messaggio di Cristo perchè se la conversione al Cristianesimo avesse reso necessaria l’osservanza della Legge nel suo complesso la redenzione in Cristo sarebbe stata subordinata all’osservanza della Legge stessa. Non si trattava più del dono della Grazia da parte di Dio ma del risultato delle opere legate ai rituali ed ai cerimoniali dell’ebraismo. Un po’ come per il Cattolicesimo il quale è stato per lungo tempo legato ad un’identità nazionale. La distinzione cani (pagani) – figli (Israele) viene meno con Gesù. Egli ha voluto umanizzare la Legge chiedendo di applicarla in modo sensato, di ricondurla al suo vero carattere di servizio alla vita dell’uomo.
La donna cananea contrariamente ai farisei ed ai sacerdoti del tempo i quali si ponevano la domanda su “Che cos’è la verità”, in maniera disincarnata, si chiedeva “Chi è la verità”. La donna aveva compreso che la verità è una persona e che Gesù ed il suo messaggio non erano separabili; recupera il rapporto con la Verità perché non crede per delle ragioni, come i giudei ma ha delle ragioni per credere. E’ l’interrogativo con il quale ogni credente dovrebbe confrontarsi: ci sono ragioni sufficientemente valide per credere in Gesù Cristo? Oppure la fede cristiana non è motivabile, è una scelta dettata solo da una tradizione ricevuta, da un atto di volontà o emozionale?
Gesù dice alla cananea: “Donna, grande è la tua fede” perché è passata da una fede fatta di adesione a una serie di verità e di dottrine a una fede come fiducia che consola e guarisce. E’ come se Gesù le dicesse: “Ti è dato di credere perché ti sei fatta trovare”; è l’esperienza della conversione di ogni tempo di coloro che hanno bisogno di trovare un significato all’esistenza, che sentono il bisogno di avere a che fare non con una struttura, un’istituzione ma con “Qualcuno”. Questo permette di vivere in un contesto di rendimento di grazie (=eucaristia). E’ nella misura in cui la fede vive “l’umano” che l’uomo forma un progetto di vita alla luce del quale può dare un senso al suo impegno in questo mondo realizzandosi nelle situazioni della sua esistenza.
La donna cananea ha incontrato quello che il Cristianesimo, perciò le nostre comunità, dovrebbe proporre: un evento storico e una persona concreta quale pienezza di significato, colui che permette di integrare fede e vita, di scegliere liberamente i valori religiosi perché capaci di dare un significato all’esperienza personale.
Passi biblici Mc 7,24-26; Atti 15,23-29; Mt 28,18-20; Atti 11,1-3; Gal 3,9.7.6; Zc 8,20-23; Mc 2,27; Mc 16,11-20; Mt 16,18; Gv 6,51-58; Lc 14,1-6; Gv 14,6; Rm 10,9; 1 Pt 3,15; Lc 11,9-13; Gv 6,63; 1Cor 11,17-34 Gal 2,11-16; Is 56,1.