Anno A / XXXII Domenica T.O.: Dedicazione della Basilica Lateranense – 9 novembre 2014

Vangelo         

56 - XXXII Domenica T.O. Dedicazione della Basilica Lateranense - 9 novembre 2014Per iniziare questa riflessione potremmo domandarci “cosa ne hanno fatto di Gesù le nostre chiese?”.

Nel Vangelo di Giovanni Gesù risulta infatti essere il “luogo” nel quale Dio si fa conoscere all’umanità, Egli è la “via” che conduce alla “verità” perciò alla “vita”, per questo motivo lo troviamo al secondo capitolo che prende le distanze dal tempio ufficiale. Le antiche feste israelitiche celebrate nelle famiglie erano diventate feste dirette e utilizzate dalla struttura politico-sociale che si presentava in una forma teocratica. Al vertice di tale struttura vi erano tre categorie di persone confluenti nel Sinedrio:

  • I sommi sacerdoti, presidenti anche del tribunale supremo degli Ebrei e nello stesso tempo soggetti all’autorità romana occupante.
  • Gli anziani, che rappresentavano i ceti dominanti: erano soggetti all’autorità del sommo sacerdote ed avevano responsabilità amministrative e giudiziarie;
  • Gli scribi erano teologi-giuristi: erano i “dottori della Legge”, aventi l’incarico di interpretare autorevolmente le Scritture Sacre.

Perciò: tre categorie avevano il potere assoluto sulla popolazione. Da qui possiamo comprendere perché Gesù si trovasse ad entrare in conflitto con le autorità del tempio, perciò con la Legge. Egli facendo ciò si pone contro l’intero sistema culturale e sociale del tempo.

Il gesto di Gesù di scacciare via i mercanti dal tempio è in linea con il testo di Zc 14,21: “e in quel giorno non vi saranno più mercanti nel tempio del Signore degli eserciti”. Non è perciò l’atteggiamento di una persona irresponsabile ma il compimento di una profezia, fa riferimento alla denuncia dei profeti nei confronti del culto sacrificale al quale non corrispondeva  un’azione da parte delle autorità religiose rivolta alla realizzazione della giustizia.

In realtà l’“ecclesiologia deve difendere la struttura permanente della natura della Chiesa voluta da Cristo ma non deve difendere tutto della Chiesa… Gesù stesso probabilmente non ha mai parlato esplicitamente della Chiesa, ma del regno di Dio; la Chiesa ne è segno e strumento. I Padri della Chiesa avevano una bella immagine per esprimere tale idea. Dicevano che la Chiesa è come la luna: non brilla di luce propria, ma soltanto della luce che riceve dal sole. Nemmeno la Chiesa ha uno splendore proprio, ma soltanto quello che cade su di essa da Dio e da Gesù Cristo. Essa non è importante in sé, ma è importante come segno e strumento di Dio e di Gesù Cristo nella storia dell’umanità e del mondo. Le prime due parole della Costituzione dogmatica sulla Chiesa del Concilio Vaticano II sono “Lumen gentium” (Luce delle genti), ma non si continua con “Luce delle genti è la Chiesa”, quanto invece con “Lumen gentium quod est Christus” (Luce delle genti, che è Cristo). Della Chiesa viene detto che essa è solo sacramento, cioè segno e strumento dell’unità con Dio e dell’unità degli esseri umani. La Chiesa è nella sequela di Cristo testimone di Dio servitore per gli altri. Essa esiste soltanto ascoltando la Parola di Dio, pronunciandola e dando la sua vita per molti, cioè per tutti.”.

 

Passi biblici    Gv 1,14.17; Zc 14,21; Gv 10,4; Gv 10,7-13; Lv 1,14-17; Lv 12,8; 15,14.29; Am 5,25; Mc 4,21-25; Ez 43; Ez 34,1-31; 2 Re 5,17; Gv 4, 34; Gv 5, 30;  Gv 5, 28-29); Gv 6, 37-40; Gv 8,44; Gv 10,8.10; Gv 7,37s; Gv 19,34; Lc 1,39-56.

 

 

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