1.
Un giorno ti incontrerò Signore,
sì perchè ho affidato la mia vita a questa sottile
e pure per me indispensabile attesa.
Non so dove,
non so come,
so che tu mi prometti che mi incontrerai.
Abbandonarsi ad una promessa
che ho trovato scritta in un Libro,
affidare la propria vita
a dei fogli di carta e un po’ d’inchiostro.
Poi mi rassereno, perchè un po’ alla volta
hai messo un tale amore per te nel mio cuore
che se non potessi viverlo veramente
non vorrei neanche che tu esistessi.
2.
Verrò da te Signore con i miei “no” ed i miei “sì”,
il mio peccato che pure nasce dall’incanto della mia libertà,
unico Tuo grande progetto, dall’esperienza di una vita ferita
che pure decide di donarsi a te,
da un cuore che contiene il Tuo amore ma che è anche così fragile
perchè sempre in cerca della conferma che è amato
e che ogni volta deve ricominciare nuovamente come fosse la prima volta
ma sapendo che così non è, perchè si è fidato
di quello che tu hai insegnato, che cioè
una parte di ognuno di noi è anche nell’altro davanti a noi.
Sono cresciuto vedendo spesso i più pii e devoti scandalizzarsi per il peccato degli altri
ma non per la propria mancanza di amore!
Apparentemente non hanno le mie ferite nate dall’amore che ho dato e ricevuto,
perchè amore non ne danno!
Già ma tu lo sai, hai frequentato i farisei:
essi ti hanno inchiodato sulle tavole della loro Legge,
mentre altre hanno cosparso i tuoi piedi di mirra
perchè arrivasse fino a me lo scandalo del tuo amore onnipotente.
No, non è scandalosa la tua croce di per sè
ma la mia incapacità a vedere in essa tutto l’amore di cui ho bisogno
per attraversare questa terra di Dio e fare della mia vita
un piccolo solco dove possa scorrere l’acqua della vita eterna.
La vedo questa terra: milioni di piccoli solchi
e tutta quell’acqua che feconda la Tua terra.
E’ così leggera quell’acqua, e so che è la mia!
Non ha il peso del mio peccato, è capace di dare vita e sollievo,
non è respinta da te, accarezza le tempie stanche di tanti piccoli e grandi
e rinfresca i loro volti, con le piccole gocce che cadendo riflettono la luce
e se ti poni a capo in giù
quella stessa terra che ti pareva così arida e sterile, inospitale,
ti sembra un cielo cosparso di stelle.
Ora ho compreso Signore cosa vuol dire fare della terra il Tuo cielo.
Se per i farisei che regolano ancora la Tua Legge
e che continuano a tenere i tuoi figli lontani da Te,
il mio peccato mi terrà lontano dalla Tua presenza,
so che l’amore che sono stato capace di dare a questa terra
pure con tutto il dolore che i fatti della vita mi hanno fatto portare dentro,
mi ha permesso di amarti e di sentirmi amato da Te.
Questo è il paradiso!
Non desidero altro Signore che aver cercato di amarti qui
con tutto me stesso, nella grazia e nel peccato.