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Anno A / Avvento IV – 22 dicembre 2013

Il Vangelo

5 - Avvento IV - 22 dicembre 2013Giuseppe dovette constatare che Maria, essendo incinta, avesse rotto il fidanzamento, non avendo avuto rapporti con lui  e secondo la Legge doveva abbandonarla. Egli può decidere tra un atto giuridico (può portare Maria davanti a un tribunale) e una forma privata (rilasciarle una lettera privata di ripudio). Matteo dice che Giuseppe era un uomo giusto (zaddik), che viveva profondamente il rapporto con la Parola di Dio, la quale non è una legge imposta dall’esterno,  come spesso lo è per noi. Egli, considerandola come una Parola che Dio pronuncia per lui stesso, impara a comprenderla e a viverla dal di dentro, è una Parola che dona senso alla sua esistenza, che gli fa prendere delle decisioni per vivere nel modo giusto la sua vita.

E’ alla luce di questa Parola che Giuseppe sa interpretare ed applicare la legge in modo giusto  (considerare interiormente).

Se l’uomo non ritrova la relazione con Dio viene a mancare quel “considerare interiormente” le cose, che permette, fuori dai nostri ciechi e devoti spiritualismi che sanno di anaffettività, di anoressia spirituale, nei momenti dell’esistenza in cui ci troviamo a maledire la nostra stessa vita, a disprezzare la parola di Dio, a rifiutare le scelte che consideriamo fallimentari,a non accettare i tempi assurdi e le situazioni paradossali dell’esistenza, comprendendo che il senso di “pienezza di vita” non può nascere da noi stessi, perché nella vita ordinaria spesso viviamo la constatazione dell’apparente fallimento di esso.

Avere questo “senso spirituale” delle cose vuol dire dare ai fatti della vita una lettura soprannaturale e non solo materiale.

 

Passi biblici    Sal 1,2; Mt 23; Lc 1,28; Ger 20,7-11; Mt 1,20; Rm 1,1-3; Ct 2,8-14.

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Anno A / Avvento I – 1 dicembre 2013

Il Vangeloavvento I 1 dicembre 2013
Non esiste un fenomeno che determini la nostra vita quanto il tempo, esso definisce quasi tutti gli aspetti della nostra vita.
Il Vangelo di oggi ci vuole far prendere consapevolezza delle scelte che la vita ci chiede di fare qui ed ora, le quali non sono in relazione al nostro impulso del momento, bensì hanno un’influenza sulla nostra vita e sulla vita degli altri. Quando entro in una relazione affettiva con un’altra persona, la faccio entrare dentro un rapporto che inciderà sulla vita di entrambi, perciò devo entrarci nella verità.
Eppure sembra che il tempo, come l’amore, siano cose che si possono possedere come qualsiasi altro oggetto. La domanda è: cosa ne faccio del mio tempo? Cosa ne faccio della mia vita? La vivo o mi limito a funzionare? Il tempo tecnico, uniforme, deve impedire la potenza e la nuova vita per poter regnare Egli stesso.

Passi biblici Mt 13,44-46; Mt 2,1; Is 55,8-9; Lc 17,34; Mc 8,36;

L’accompagnamento spirituale
Sentiamo una profonda tristezza quando non vediamo realizzati i progetti personali. Nel caso della depressione, la vita non viene più affrontata, ci rifugiamo nel “dormire”, non vediamo futuro, anestetizziamo la nostra vita per non sentire l’esperienza della sofferenza, tanto è intensa. Tutto è intaccato da questa malattia del cuore: la preghiera, la lettura, i rapporti interpersonali, l’ambiente, il lavoro, l’orario ma soprattutto la propria esistenza. La solitudine che proviamo ci fa sentire ogni luogo inospitale, ci sentiamo incapaci di concentrarci su una determinata attività, il lavoro frustrante ed ogni compito che ci viene affidato si presenta come insuperabile, come la parete di una montagna. Si arriva a detestare tutto ciò che si ha e si desidera ciò che non si ha, fuggiamo di fronte alle responsabilità che sembrano trasformare la vita in un peso insopportabile. Una sorta di asfissia dell’anima e dell’intelletto non ci fa vedere chiaro dentro noi stessi e si presenta una profonda confusione, una serie di pensieri disordinati.
In questa situazione ci illudiamo che tutto funzioni bene, senza tensioni e senza lotte. Idealizziamo le persone, i rapporti per poi restarne delusi. E’ l’atonia dell’anima.

Passi biblici Sal 46,10; 1 Re 19,9-13.

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Domenica XXXIV: Cristo Re – 24 novembre 2013

Il Vangelo ci 1 - Domenica XXXIV Cristo Re - 24 novembre 2013parla del Regno di Dio al cui servizio è la Chiesa e la cui realtà si trova anche al di là dei confini della Chiesa stessa, nell’umanità intera, perché Dio ha voluto questo: è sceso nella storia, ha assunto la natura umana, si è fatto corpo nella società, nell’economia, nella politica, ma non per farsi imbrigliare dentro determinate strutture di potere. La Chiesa che è prolungamento della presenza di Cristo nella storia non può compromettersi con i regni di questo mondo, in quanto è sacramento dell’amore di Dio e della speranza che sola può attivare ogni autentico progetto di liberazione umana e spirituale.

Passi biblici Lc 1,32-33; Mc 1,15; Gv 3,8; Is 11,4; 61,11; Lc 1,50-53; Mt 6,33; Mc 1,15; Mt 10,7; Lc 10,9.11; Lc 12,32; Mc 9,47; Lc 16,16; Mt 4,1-11; Mt 19,1-10; Mt 13,44-46; Pr 3,15; 8,11.

L’accompagnamento spirituale indica perciò un cammino teso ad evangelizzare i nostri sentimenti, unificando ciò che in noi è frantumato, dissociato, perché un uomo ed una donna che per mille motivi hanno preso o sono stati costretti a prendere strade traverse per evitare di guardarsi dentro, si rinchiuderanno dentro loro stessi, non riusciranno ad affrancarsi da quelle realtà alle quali si sono asserviti e che danno loro l’illusione dell’onnipotenza – che è la normale conseguenza del rifiuto dei nostri limiti e che si presenta in due modi: facendo a meno di Dio oppure prendendoci noi per Dio – non riceveranno più il “pane di vita” da Dio, ma se lo procureranno da soli e così facendo non serviranno più direttamente il Regno di Dio ed indirettamente la Chiesa, direttamente il Bene Comune ed indirettamente le istituzioni, ma direttamente queste ultime, manipolandole e facendone l’assoluto.

Passi biblici Salmo 46; Gv 1,14; Rm 8,15; Gal 4,6; Mt 4,16; Sal 22,1-5; Sal 60,3; Sal 101,1; Sal 118,28; Sal 142,4; Lc 15,11,32.

Il cammino nella Parola ci offre una direzione diversa da quella che è stata scelta da noi.

Passi biblici Tob 1,1-10; Tob 2,10-23; 1 Re 19; Tob 12,11-20

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