Anno A / Lunedì dell’angelo – 21 aprile 2014

Vangelo         

25 - Lunedì dell'angelo - 21 aprile 2014La sofferenza, l’ingiustizia e la morte sono le cose terribili a cui la Pasqua dà una risposta, per questo nel brano del vangelo i capi dei sacerdoti pagano i soldati per mentire riguardo alla risurrezione del Signore.In realtà la Pasqua non mente, non maschera e non minimizza le realtà della vita ed è proprio in seguito a tanta violenza che la festeggiamo, in quanto il Gesù crocifisso del Venerdì santo è proprio uno di coloro che hanno subito tale violenza ed ingiustizia, la stessa alla quale sono sottoposti molti nostri fratelli e sorelle ogni giorno, dentro i meccanismi violenti di questa società e delle società di sempre.

Nella Pasqua noi prendiamo atto di un mondo che non ha indietreggiato nemmeno davanti all’omicidio di colui che è vero Dio e vero uomo e che è stato fatto prigioniero dei giochi di potere di quello stesso mondo: il nostro. Gesù è l’apice dell’assassinio giudiziario.La risposta di Dio a questo avvenimento è anche la più radicale possibile, Egli è intervenuto per risanare quella parte di mondo, perché la ama. La Pasqua vuole dirci che il mistero del mondo è per noi e non contro di noi, è la protesta di Dio contro la signoria più potente del mondo: la morte, l’ingiustizia diventata sistema, l’umiliare, il distruggere, il sistema del terrore e del lutto, della paura e del lamento, dell’assassinio e del nascondimento.

Dio è schiacciante nella sua forza di trasformazione che è visibile all’uomo. Il suo amore non è quello nel quale tutto rimane com’era, che lascia tutti com’erano. Come è possibile rinunciare da parte nostra a questa pretesa di verità? Essa è l’ultima, unica speranza per questo mondo. Non si tratta di essere tutti buoni, non avidi di denaro, brave persone, bensì di non aver paura di amare troppo la vita, noi stessi, gli altri, Dio. Cosa vuol dire che Dio è risorto allora?

 

 

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