Il Vangelo
La prassi è il criterio dell’unione con Gesù, non può esistere amore per lui che non si risolva nell’impegno per gli altri. Se togliamo dall’annuncio la dimensione della concretezza, rimane ben poco perché l’amore non è un concetto astratto ma una realtà, una capacità, è fatta di scelte che ricevono il senso dai valori che li determinano.
Gesù insiste sull’attuazione pratica della volontà di Dio, sull’impegno da parte dell’uomo di una sintesi matura e personale fra il messaggio ricevuto e compreso e la realtà concreta alla quale il Vangelo deve essere applicato, prega per avere la voglia di conoscere la volontà di Dio e di seguirla. I “comandamenti” non sono un peso insopportabile che inibisce la libertà dell’uomo ma si identificano con la sua stessa missione, è la trasmissione della vita ricevuta per cui le opere manifestano il rapporto che abbiamo con il Padre.
Lo statuto e l’identità della comunità cristiana è l’amore e non basta rimanere solo nella Chiesa ma occorre restare nell’amore stesso che non è un precetto imposto dal di fuori: Gesù fa ciò che vede fare dal Padre. Quella della Chiesa è una missione che non deve creare dipendenza da alcun sistema perché il modo in cui Dio si comunica non produce subordinazione di alcun tipo, in esso l’obbedienza è inscindibile dalla libertà perché solo in essa si può obbedire e solo obbedendo al Vangelo si partecipa alla libertà: “Non vi chiamo più servi”. L’amore di Gesù è un amore autentico perché il suo amore non opprime l’altro ma gli lascia la libertà di essere se stesso. Il Cristianesimo non è il tradimento dell’essere umano ma la sua autentica espressione. “il destinatario privilegiato di ogni teologia deve diventare la vita concreta degli uomini”.
La salvezza è presente all’interno dell’autonomia della coscienza della persona che non è egocentrica, autoreferenziale ma relazionale perché ha il suo luogo di origine nella logica della creazione che è relazione d’amore: “il suo criterio è l’aumento dell’unità con gli altri (comunione) e con se stessi (unificazione interiore) ed è questa dimensione che apre una vita al di là di quella terrena”. “Ciò che è veramente diabolico (dal greco dia-ballo: dividere, disunire) è tutto ciò che diminuisce l’unità e la comunione e aumenta la dispersione perché contrasta la logica di Dio, ciò che è in se stesso”.
Passi biblici Lv 19,18; Gc 2,9-26; Gv 3,17; 12,47; Gv 12,45; 14,9; 1 Gv 3,14; Gv 1,18; 14,9.11; Gv 13,35; Gv 13,1; Gv 17,11; Gv 17,18; 20,21; Gv 1,18; 5,19; 1 Gv 4,20; Gv 5,18; Gv 10,30.33; Gv 17,10; Sir 37,14; Lc 12,57; Rm 14,23; Gc 2,12; Pr 11,19.