Anno C / IV Domenica Avvento – 20 dicembre 2015

Il Vangelo

4 - IV Avvento - 21 Dicembre 2014La Lettera agli Ebrei denunzia l’inefficacia del sistema cultuale antico testamentario, il culto non incideva sulla coscienza dei credenti mentre il sacrificio di Cristo che è unico, è efficace e permette di convertire la coscienza trasformando il modo di pensare, amare ed agire.

Dio non chiede un’offerta esterna a se stessi, rappresentata dal formalismo del culto bensì una di carattere personale che consiste essenzialmente nel fare la sua volontà. Vi è un rapporto profondo tra coscienza personale e volontà di Dio. Nella liturgia c’è un coinvolgimento di tutta la persona: la sua esperienza affettiva, sociale, morale, religiosa e il cambiamento di se stessi è la conseguenza dell’incontro con Dio, più o meno profondo a seconda del coinvolgimento della persona, un cambiamento che deve  essere rilevabile personalmente e socialmente.

Questo processo di integrazione tra liturgia e persona si opera dal di dentro perchè il suo obiettivo è di offrire alla persona stessa un senso di unità interiore che possa perdurare  nelle varie circostanze della vita, il formarsi di atteggiamenti alimentati dal mistero celebrato che è sceso talmente in profondità che il mio modo di essere e di agire si identifica con esso. Maturare tali motivazioni “significa scoprire in modo vissuto, cosciente, che in Gesù Cristo, Signore della vita, celebrato nell’azione liturgica, trova senso, interpretazione e realizzazione la sua concreta esistenza umana in tutte le sue dimensioni”.

Occorre che ciascuno viva con gioia quest’incontro, la stessa gioia con la quale Giovanni nel grembo di Elisabetta accoglie la venuta di Maria: “Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo”. Maria è il luogo individuabile della presenza di Dio, colei che ha accolto la sua volontà realizzando la possibilità di poter salvare l’uomo considerato nella sua unità di corpo e anima, cuore e coscienza, pensiero e volontà. Questa è la chiave interpretativa di ogni momento cultuale, la piena integrazione fra liturgia e vita: la Parola annunciata dall’angelo a Maria diviene storia, un modo di amare, pensare, agire in Gesù Cristo.

 

Passi biblici    Lc 1,39-45; Eb 10,32-34; Eb 12,3-4; Eb 9,1-5; Gv 13,34-35; Eb 10,2; Eb 10,4-10; Eb 10,10.14; Mt 15,11; Sal 39,7-9; Eb 10,7.9; 5,8;  Rm 2,14-16; Fil 4,5; cfr. Ap 19,7.9; 2 Cor 7,5; Gal 5,22

 

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