Anno C / III Domenica T.O. – 24 gennaio 2015

Il Vangelo

9 -  Battesimo del Signore- 11 Gennaio 2015Quello che avveniva al tempo di Gesù, quando gli ebrei si radunavano nel giorno di sabato nella sinagoga per ascoltare gli scritti contenuti nella Legge e nei Profeti, è ciò che avviene oggi anche nelle nostre comunità, quando i credenti si incontrano nella domenica per ascoltare la parola di Dio.

Is 58,6 presenta il significato del “digiuno” che consiste nelle opere di misericordia tra cui la liberazione dei prigionieri, il servizio ai poveri la cui destinazione dei beni necessari accompagna la restituzione della libertà, è un’azione di affrancamento, destinata ad eliminare le ingiustizie che si sono create nel corso della storia.

Gesù con quell'”oggi” afferma che la Parola che essi hanno ascoltato si è realizzata in lui:  Lo Spirito del Signore l’ha consacrato con l’unzione e l’ha inviato a “portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore”. E’ l”oggi” di ogni omelia che da semplice annuncio disincarnato che, fuori della storia dei territori nei quali vive una comunità, vede affievolito il suo potere di liberazione, diventa una realtà storica che vede la propria realizzazione nell’immediato intervento sui mali dai quali gli uomini devono essere liberati.

C’è una profonda identità tra la parola di Dio e la persona di Gesù per questo chi lo ascoltava rimaneva meravigliato del suo insegnamento perchè “insegnava come uno che ha autorità e non come gli scribi” i quali non si lasciavano illuminare dalla Parola di Dio, anzi, imponevano ad altri ciò che essi si rifiutavano di vivere.

E’ questo che viene contestato a Gesù, il fatto che la sua autorità, il suo “insegnamento”, ha la pretesa di sostituire quello della Legge. La Parola non può essere chiusa sono nell’ambito privato ed intimo di una spiritualità che non permea l’azione e la rende desiderabile, essa suscita i valori fondamentali e promuove la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia.

La tristezza (“Non vi rattristate”) che spesso prende origine dal sentire la nostra azione inefficace si cura soltanto prendendo Gesù come modello di una scelta evangelizzatrice perchè il suo amore ci fa uscire da schemi spirituali autoreferenziali perciò limitati, ci fa entrare in rapporto con la concretezza delle situazioni esistenziali.

 

Passi biblici    Is 58,6; 1 Ts 2,4; Mc 1,22; Gv 7,46; Mt 23,4; Mc 4,26-29; Eb 4,12; Mt 6,33; Gv 8,12; Gv 18,37; Gv 14,6; Is 45,7; Is 48,5; Lev 25,10-13; Is 58,6; Lev 25,10; Dt 15,1-3; Ger 34,13-14; 1Gv 1,3

 

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