Anno A / VI Domenica di Pasqua – 25 maggio 2014

Vangelo         

30 - VI Domenica di Pasqua - 25 maggio 2014Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”: l’amore non può essere imposto, necessita che l’uomo sia libero di accoglierlo e così è per i comandamenti che devono perdere il loro carattere di imposizione, in quanto sono esigenze di quel rapporto di amore che noi diciamo di voler vivere con Gesù Cristo, il quale chiede di superare l’ubbidienza a norme esterne, pone il Suo nuovo essere “uomo” come asse centrale nell’ordine della vita morale e come fonte di un nuovo agire.

Chi si apre e permette ad altri di aprirsi a queste relazioni umanizzanti ama Gesù Cristo, non chi pensa di poter assolvere a questo compito affidatoci dal Padre sostituendolo con una serie di sacrifici “prescritti”, di leggi all’interno delle quali massificare l’umanità.

Gesù chiede di apprendere da lui (Mt 11,29) un ordine morale nuovo, che abbia una portata universale, che esca dai particolarismi di quel 10% di potenti che mettono sotto scacco l’umanità.

Se l’uomo si sente spesso sopraffatto e defraudato nella sua esperienza della “legge”, è perché spesso non ha formulata il diritto positivo con l’intenzione di interessarsi direttamente al prossimo ma l’ha posto in essere per raggiungere altri fini. In realtà le leggi che esprimono un ordine morale devono conformarsi a una legge universale, rivelata da Dio e inscritta nella coscienza. Spesso sono leggi scritte sulle tavole di carne del cuore, conformi al bene morale dell’uomo ed alle quali si deve riferire ogni legge scritta. Dove manca questo collegamento, manca il riconoscimento di senso del destino dell’uomo, il quale non è più fine ma diventa “strumento” di realizzazione di altri fini diametralmente opposti, in quanto disumani.

L’accoglienza dello Spirito di Verità permette la trasformazione del cuore, della coscienza della persona, permette di entrare nei momenti difficili dell’uomo e rispondere alle sue concrete necessità, senza voltarsi dall’altra parte.  

Se tutto questo non avviene le parole che diremo non serviranno assolutamente a nulla, lo Spirito di Verità continuerà a rimanere sempre con noi ma perderemo  l’opportunità di riscoprire quanto in realtà ci appartiene, perché donatoci dal Padre.

 

 

Passi biblici       Gv 14,15-21; Gv 21,15; Gal 3,23-27; Gv 13,34; Gv 13,14-15.17; Gv 17,21; Sal 118; Sal 105; Pro 6,23; Gv 14,5-6; Fil 2, 1-11; Is 6,6; Gv 12, 35-36; Rm 8,23; 1 Cor 2,16; Mt 7,28-29; Mt 11,29; Ez 36,27; Gen 2,7; Gv 4,13-14; Gv 7,37-38; Gv 19,30; 1 Cor 15,45; Ger 31,33b; 1 Cor 12,13; 2 Cor 3,3; 2 Cor 3,17; Gv 14,26; Gv 16,7-15; Gv 17,12; Gv 8,31-32; Gv 8,44; Rm 12,2.

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