Il Vangelo
In Gv 6,60-66 abbiamo la reazione dei discepoli che considerano quello che Gesù dice fuori delle loro categorie mentali e degli schemi culturali nei quali viene racchiuso il “religioso”: “Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?”. Ciò che provoca questa reazione sono le esigenze che Gesù ha presentato nel brano precedente (Gv 6,41-59) ed i discepoli considerano eccessive. Essi si sono trovati in questa crisi anche nell’episodio della spartizione dei pani (Gv 6,15) dove hanno mostrato di avere ancora una concezione del Messia come re. Per essi la morte di Gesù significa un fallimento delle loro aspettative, per questo la rifiutano e se ne vanno via tutti (Gv 6,16-21). Vogliono attribuire a Gesù un potere istituzionale poichè è considerato un Messia politico. In realtà è solo attraverso la trasformazione operata dalla croce che la “carne” di Gesù diviene per noi accessibile e ci può far entrare nel processo della trasformazione.
Ciò che è “duro” da accettare è il fatto che Gesù spiega se stesso mediante la volontà di donarsi come il “pane”, l’alimento che forma il pensiero, la coscienza e trasforma la vita. E’ questo che non piace ai “discepoli”. Essi rappresentano coloro che credono a proprio modo e dicono a Gesù che Messia deve essere per loro, essi “comprendono i segni del potere, non quelli dell’amore“.
Gesù è consapevole che i discepoli che lo seguono non hanno ancora convertito il loro modo di pensare e sono legati a quello che la “gente” “dice”; Egli conosce la mente umana, i pensieri e le intenzioni dell’uomo perchè è in essa che la sua parola vuole accedere. Gesù vuole sapere dai discepoli chi rappresenta Egli per loro, quali aspettative hanno nei suoi confronti perchè se poi non corrisponde ad esse rimarranno scandalizzati: “Questo vi scandalizza?”.
Gesù sa che la fede è un dono libero del Padre e di questo ne è prova il fatto che “Da quel momento molti… tornarono indietro e non andavano più con lui” per questo chiede ai discepoli di assumere una posizione chiara, di scegliere chi vogliono servire perchè devono essere consapevoli che seguirlo non è conveniente dato che pone in contrapposizione con il sistema sociale, economico, politico. Egli chiede la congruenza fra ciò in cui si crede e ciò che si vive perchè “È lo Spirito che dà la vita”; Egli indica una dimensione più profonda che permette di orientarsi nelle scelte ed è quella spirituale.
Gli “esseri umani possono essere autentici o inautentici. Se sono inautentici, perdono se stessi, se sono autentici hanno dalla loro la forza della verità però essere autentici richiede coraggio.
Passi biblici Gv 6,60-66; Gv 6,41-59; Gv 6,15; Gv 6,16-21; Mc 8,29b; Gv 6,11; Gv 2,23; Gv 4,48; Gv 13,6s; 1 Re 8,39; Sir 42,18; Gv 3,1-21; Lc 9,18-21; Mc 1,45; Mc 3,10; Mc 2,1; Mc 3,8; Mt 16,15-20; Mc 8,29-30; Lc 9,20-21; Mc 1,44; Mc 5,43; Mc 7,36; Mc 8,26; Mt 10,16-22; Gv 60,67-70; Mt 23,1-12; Gv 3,6