Il Vangelo Se dovessi dare un titolo a questa riflessione la intitolerei: la trasformazione tramite un incontro. Il vangelo di Marco riprende le immagini della prima lettura per raccontare la guarigione di un sordomuto: Gesù lo guarisce e lo apre…
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Anno B / XXI Domenica T.O. – 23 agosto 2015
Il Vangelo In Gv 6,60-66 abbiamo la reazione dei discepoli che considerano quello che Gesù dice fuori delle loro categorie mentali e degli schemi culturali nei quali viene racchiuso il “religioso”: “Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?”. Ciò che…
Anno B / XV Domenica T.O. – 11 luglio 2015
Il Vangelo Coloro che sono inviati vivono in una condizione di povertà: “ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare…
Anno B / XIII Domenica T.O. – 28 giugno 2015
Il Vangelo Sono molte le persone che, come la donna che soffriva di emorragie, hanno esaurito la spinta all’azione ed alla vita, si sono ammalate affannandosi a cercare la soluzione alla domanda di senso interiore, cercando di valere qualcosa per…
Anno B / V Domenica T.O.- 8 febbraio 2015
Il Vangelo Nella seconda lettura Paolo afferma che la sua esperienza spirituale non fa appello al coraggio bensì alla debolezza: “Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli”. Abbiamo visto domenica scorsa quanto una religione possa servire…
Anno A / XXIV domenica T.O.: Esaltazione della Santa Croce – 14 settembre 2014
Vangelo Nicodemo va da Gesù “di notte”. Nel contesto della vita dell’umanità la “categoria della notte” ha rappresentato una profonda realtà simbolica, contraddistinta dalla ricerca di identità ed è centrale nell’esperienza spirituale del popolo d’Israele. In Gv 3,3 Gesù dice…
Anno A / Corpo e Sangue di Cristo – 22 giugno 2014
Vangelo L’“Io sono” di Gesù è più della semplice auto identificazione ma è legato al riconoscimento della presenza di Dio stesso. Questo deve avvenire anche nella Chiesa, prolungamento dell’azione di Cristo in mezzo all’umanità, che non presenta se stessa ma…
Anno A / V Quaresima – 6 aprile 2014
Vangelo Il brano del Vangelo mette in risalto la fede incompleta dei discepoli che non comprendono il significato della vita definitiva che Gesù porta con sé, quasi che la morte sia per essi la fine dell’esistenza. Non è con un…
Anno A / Domenica VIII – 2 marzo 2014
Il Vangelo “Non preoccupatevi del domani”! Questa frase di Gesù sembra priva di senso, perché non possiamo non preoccuparci di ciò che accadrà nella vita domani: ci sono degli impegni, c’è da lavorare, da pagare l’affitto, l’assicurazione, il mutuo, da…
Anno A / Avvento IV – 22 dicembre 2013
Il Vangelo
Giuseppe dovette constatare che Maria, essendo incinta, avesse rotto il fidanzamento, non avendo avuto rapporti con lui e secondo la Legge doveva abbandonarla. Egli può decidere tra un atto giuridico (può portare Maria davanti a un tribunale) e una forma privata (rilasciarle una lettera privata di ripudio). Matteo dice che Giuseppe era un uomo giusto (zaddik), che viveva profondamente il rapporto con la Parola di Dio, la quale non è una legge imposta dall’esterno, come spesso lo è per noi. Egli, considerandola come una Parola che Dio pronuncia per lui stesso, impara a comprenderla e a viverla dal di dentro, è una Parola che dona senso alla sua esistenza, che gli fa prendere delle decisioni per vivere nel modo giusto la sua vita.
E’ alla luce di questa Parola che Giuseppe sa interpretare ed applicare la legge in modo giusto (considerare interiormente).
Se l’uomo non ritrova la relazione con Dio viene a mancare quel “considerare interiormente” le cose, che permette, fuori dai nostri ciechi e devoti spiritualismi che sanno di anaffettività, di anoressia spirituale, nei momenti dell’esistenza in cui ci troviamo a maledire la nostra stessa vita, a disprezzare la parola di Dio, a rifiutare le scelte che consideriamo fallimentari,a non accettare i tempi assurdi e le situazioni paradossali dell’esistenza, comprendendo che il senso di “pienezza di vita” non può nascere da noi stessi, perché nella vita ordinaria spesso viviamo la constatazione dell’apparente fallimento di esso.
Avere questo “senso spirituale” delle cose vuol dire dare ai fatti della vita una lettura soprannaturale e non solo materiale.
Passi biblici Sal 1,2; Mt 23; Lc 1,28; Ger 20,7-11; Mt 1,20; Rm 1,1-3; Ct 2,8-14.