Anno B / XXII Domenica T.O. – 30 agosto 2015

Il Vangelo

39 -  XXII Domenica T.O. - 30 agosto 2015L’Evangelo richiede un totale capovolgimento interiore che viene chiamato “metánoia”, un cambiamento profondo della mente e del cuore, del modo di essere e non adattamento al sistema culturale vigente: “mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”. La Scrittura dice infatti che “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo”, il suo “linguaggio” apparentemente così “duro” (cfr riflessione domenica scorsa) cambia il cuore dell’uomo e il suo destino perchè vuole “raggiungere e sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell’umanità, che sono in contrasto con la Parola di Dio e col disegno della salvezza… non c’è vera evangelizzazione se il nome, l’insegnamento, la vita, le promesse, il Regno… non siano proclamati”.

L’insegnamento di scribi e farisei ha perso la sua finalità e si è allontanato dal criterio che lo governa che è il Regno di Dio poichè è stato “manipolato da sistemi ideologici e da partiti politici. Essi usano la parola di Dio per legittimare le strutture stabilite dell’ordine sociale e morale e non vogliono una religione che mette in crisi e chiede l’assunzione di una decisione, perciò di una responsabilità personale. Quell’annuncio è un sale che ha perso sapore, è espressione di un legalismo religioso che rafforza un comportamento esteriore legale.

Per questo Gesù li chiama farisei e scribi “ipocriti”, egli si riferisce ad un passo di Isaia 29,13; c’è una profonda discrepanza fra ciò in cui credono e la realtà dei loro comportamenti, “Si presentano come adoratori di Dio ma operano per un rafforzamento del potere umano… Essi sono ipocriti perchè hanno sacrificato il comandamento di Dio a favore dell’ordinamento umano. Ciò nonostante essi pensano di rendere culto a Dio”.

Per questo Gesù dice: “Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi” e “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”. L’annuncio della Parola è un “atto di coraggio”, è dare alla luce noi stessi, renderci “finalmente trasparenti e visibili”, è un atto di verità, un atto della memoria, un ricordarsi di quello che siamo, siamo sempre stati e saremo… un atto di fede nella vita, un voler credere; è la nostra “epifania”.

 

Passi biblici    Mc 7,1-23; Lc 4,43; Mt 4,17; Lc 7,46; Mt 9,5,6; Is 29,13; Col 2,22; Mc 7,11

 

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