Anno B / XXVIII Domenica T.O. – 11 ottobre 2015

Il Vangelo

45 -  XXVIII Domenica T.O. - 11 ottobre 2015Il brano riferisce l’incontro di Gesù con il giovane ricco ed è l’unica chiamata che finisce con un insuccesso. Per questo Gesù stesso formula l’ammonimento sulle difficoltà per entrare nel Regno di Dio. Nel Vangelo di Marco “rispondere no alla chiamata di Gesù non è un tema che riguarda il passato ma resta immutato nella cerchia dei discepoli, nella chiesa”.

Gèsù sembra porre a tema le “ricchezze” vedendo in esse un ostacolo per la partecipazione al Regno. Ciò che non permette questo accesso al Regno non è la ricchezza in sè ma l’uso che ne viene fatto: è una “economia dell’esclusione e dell’inequità. Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo. dando vita alla promozione di una cultura dello scarto. Si viene a creare così una società “virtuale” dove l’appartenenza trova le sue uniche referenzialità nella produttività.

E’ quello che intende Gesù quando dice al giovane ricco: “Va’, vendi quello che hai”; gli chiede di rinunciare a costruire qualcosa come esclusivamente proprio (o del suo gruppo) poichè la vita stessa lo chiama a condividere la sua esistenza, tutto ciò che è. Gesù dice no “alla nuova idolatria del denaro”; che relazione abbiamo stabilito con esso? Vogliamo capire che alla base di questa crisi finanziaria vi è una “profonda crisi antropologica”: la negazione del primato dell’essere umano “dove “l’adorazione dell’antico vitello d’oro trova una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano… dove l’essere umano è ridotto ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo”. Al posto del vitello d’oro abbiamo posto gli interessi del mercato.

Si auto-escludono dal Regno coloro che ideologicamente difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria; coloro che danno vita ad un sistema finanziario che ignora l’etica e promuove l’esclusione e l’inequità all’interno della società e tra i diversi popoli.

Gesù mi sta dicendo: “Tu conosci i comandamenti” perciò attende da me una risposta “impegnativa”, mi chiede di impegnarmi con la Parola che il Padre mi dona. Non esistono “non scelte”, nella vita scegliamo sempre anche quando pensiamo di non farlo perciò dobbiamo domandarci personalmente che cosa abbiamo da perdere in questa richiesta di conversione da parte di Gesù? Quali sono i bisogni, i “beni” che in una scala valoriale riteniamo più importanti?

 

Passi biblici    Eb 4,12-13; Mc 10,17-30; Es 32,1-35; Gen 3,8-10; Gen 4,9; Mt 6,19-21; Mc 5,35.

 

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