Vangelo
Il racconto della passione di Gesù è centrale nella questione su Dio di fronte alla sofferenza nel mondo, dove sentiamo il grido dell’abbandono di Dio. Se Dio è onnipotente e buono come fa a consentire la sofferenza? Andate in un centro per trapianti o nei centri oncologici, dove trovate bambini di pochi mesi che già lottano per la vita! Se è buono ma non onnipotente, non è Dio! Entrambe le cose, amore e sofferenza, vengono da Dio? Perché Dio non ha creato subito un mondo perfetto? Dio non ha forse creato il mondo così da definirlo nella Genesi “buono”? Perché poi l’essere umano, suo figlio, è stato creato tale da poter peccare, da mettersi attraverso la sua libertà nella condizione di non poter incontrare il Padre?
Il male era forse necessario per far risaltare la grazia di Dio? Quale padre o madre mette il figlio nella condizione di sbagliare per mettere in risalto la sua bontà?
Risulta esserci un grande contrasto tra la dottrina generale “su” Dio che noi “ripetiamo” a memoria nelle nostre professioni di fede e l’apparire storico “di” Dio. in realtà il Dio biblico non è onnipotente secondo il nostro modo di pensare né vuole esserlo. Gesù non guarisce tutti eppure attraverso il suo insegnamento noi comprendiamo che dobbiamo personalmente impegnarci per eliminare ogni dolore assurdo, che porta alla disperazione.
Passi biblici Lc 11,9-13; Sal 21.