Anno A / Pentecoste – 8 giugno 2014

Vangelo         

32 - Pentecoste - 8 giugno 2014Lo Spirito è un aspetto essenziale della Chiesa, apre alla relazione, fa uscire dall’autoreferenzialità, non è ripetizione di forme del passato, è all’origine della riforma nella Chiesa, in quanto è profezia e suscita la testimonianza.

Gesù si trova davanti ad una comunità dubbiosa ed impaurita. La situazione dei discepoli è quella di  molti uomini e donne del nostro tempo, quando il desiderio insopprimibile di essere coinvolti in un’esperienza di amore li insegue per tutta la vita ma nello stesso tempo non riescono a dare precedenza al loro sentire e desiderare per paura di coinvolgersi e di soffrire nuovamente. Essi desiderano essere coinvolti nell’esperienza di appartenere a qualcuno o a qualcosa ma si scontrano con i limiti delle relazioni umane, le persone e le realtà che incontrano si dimostrano incapaci di dare loro una felicità che duri nel tempo e, anzi, non fanno che rivelare la profondità della loro solitudine. Così non trovano altra soluzione che ridimensionare quello stesso desiderio, sopprimendo la capacità di condividere la loro intimità, non permettendo di fare entrare nella loro vita un amore autentico. Da quel momento pongono la loro vita sotto controllo, decidono di che cosa hanno più bisogno, che cosa vogliono raggiungere e soprattutto che cosa gli altri penseranno di loro. Stringono un’alleanza con loro stessi che permette di essere amati senza un pieno coinvolgimento sapendo che in cambio viene chiesta la mutilazione della capacità di condividere la loro stessa intimità.

Nel frattempo si dimenticano di quei movimenti dello Spirito di Dio che chiede di abbandonare il bisogno di controllare la loro esistenza, indica direzioni completamente diverse dalle loro e li vuole condurre sempre più nelle profondità di quell’amore che li ha messi precedentemente in crisi, offrire la libertà che veramente desiderano. 

Dio chiede loro di lasciarsi portare dalla Spirito per vivere l’esperienza della vertigine provocata da questo abbandono, dall’entrare all’interno di quel “senso del mistero” dove non sappiamo che cosa incontreremo, rinunciando a controllare tutto. Se abbiamo con noi lo Spirito Santo questo è possibile, perché permette al nostro sguardo di fede di riconoscere la luce anche in mezzo all’oscurità.

 

Passi biblici     At 9,31; At13,52; Mt 28,17; Lc 24,13-35; Gv 10,36; Gv 17,5; Gv 7,37-38; Gv 15,3; 1 Cor 2,16; Gal 5,21; Rm 5,5; Atti 9,31; 13,52; Mt 28,17; Gv 15,4; Gv 14,27; Gv 16,33; Lc 24,13-35; 10,36; Gv 17,5; Gv 7,37-38; Gv 15,3; 1Cor 2,16; Gal 5,21; Rm 5,5

 

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