Anno B / Seconda Domenica dopo Natale – 4 Gennaio 2015

Il Vangelo

7 -  Seconda Domenica dopo Natale - 4 Gennaio 2015Due sono i termini chiave di questo vangelo: “vita” e “luce”. Altro dato fondamentale per Giovanni è affermare che Gesù è stato un uomo, non vuol far passare in secondo ordine la sua umanità.

Giovanni scrive: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” perciò non è possibile guardare a Dio senza alzare lo sguardo verso la creazione. Qui L’apostolo ci dice anche che possiamo realizzare la nostra umanità solo partendo da ciò che Dio è in se stesso cioè un fiume di vita che scorre continuamente e che tocca il “corpo” dell’intera umanità per guarirla da quella malattia mortale che è la dimenticanza di avere un cuore fatto per amare.

Possiamo realizzare la nostra umanità solo partendo dalla “vita” che è in noi. Quanti uomini e donne vivono come se avessero perso il desiderio della realizzazione della propria natura interiore più vera che permette di scoprire l’autentico significato della loro esistenza, trovandosi immersi in quel vuoto esistenziale che si esprime attraverso un’esperienza di disorientamento, come se non avessero più punti di riferimento e non riuscissero a trovare il proprio posto nella vita, con uno scarso senso d’identità. E’ come se vivessero continuamente nel “conflitto tra la paura della vita e la voglia di vivere.

Gesù Cristo ci ha liberati da quest’esperienza di morte intesa come un percorso di vita che sembra rendere incomprensibile alla persona il suo “esserci”. Ecco allora il significato dell’essere generati da Dio, “dall’alto”, il pensare e voler credere che noi non siamo costretti a definirci in base ai criteri con i quali l’uomo legge ordinariamente la storia personale, chiudendosi in quel terreno arido e infecondo della solitudine, entrando in quella “buca patologica” dell’apparenza del vivere dove “continuiamo a fare le stesse cose, a ripetere gli stessi errori, senza mai riuscire ad apprendere dall’esperienza qualcosa che ci aiuti a re-immetterci nel flusso vitale.

Il mondo è come siamo noi e l’esperienza del buio esistenziale è dovuta al fatto che l’uomo non emette più luce, è come una torcia spenta perché non si lascia più illuminare dalla “luce-vita” che è Gesù Cristo.

 

 

Passi biblici     GV 1,1;  Mc 15,34; Mt 11,28; Sal 27,1; Sal 119,105; Sap 7,10.26; Is 51,4; Gv 7,49; Sal 119,105; Sap 18,4; Sir 45,17; Gv 1,4; Gv 1,29; Sal 119,105; Sap 18,4; Qo 45,17; Es 13,21s; Mt 5,13-16; 1 Gv 1,1; Dt 32,47; Lv 18,5; Gn 1,1ss.; Pr 8,22-24.

 

 

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