Il Vangelo Gesù ha ricevuto la sua missione dal Padre: “Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio” e non da se stesso, Egli non cerca di giustificare il falso e di presentarlo come volontà di Dio come…
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Anno B / Seconda Domenica dopo Natale – 4 Gennaio 2015
Il Vangelo Due sono i termini chiave di questo vangelo: “vita” e “luce”. Altro dato fondamentale per Giovanni è affermare che Gesù è stato un uomo, non vuol far passare in secondo ordine la sua umanità. Giovanni scrive: “In principio…
Anno A / III Quaresima – 23 marzo 2014
Il Vangelo Ci troviamo davanti ad un paradosso: Gesù ha sete ed è lui la sorgente. Egli stanco e assetato si siede presso il pozzo, si sostituisce alla fonte antica. Sulla croce, poi, offrirà un’acqua che sgorgherà dalla fonte aperta…
Anno A / Presentazione del Signore – 2 febbraio 2014
Il Vangelo Secondo la prescrizione del Levitico una donna dopo il parto di un maschio è impura per sette giorni: quaranta giorni dopo la nascita ha luogo il rito della purificazione della madre. Maria non ha bisogno di essere purificata…
Anno A / Avvento IV – 22 dicembre 2013
Il Vangelo
Giuseppe dovette constatare che Maria, essendo incinta, avesse rotto il fidanzamento, non avendo avuto rapporti con lui e secondo la Legge doveva abbandonarla. Egli può decidere tra un atto giuridico (può portare Maria davanti a un tribunale) e una forma privata (rilasciarle una lettera privata di ripudio). Matteo dice che Giuseppe era un uomo giusto (zaddik), che viveva profondamente il rapporto con la Parola di Dio, la quale non è una legge imposta dall’esterno, come spesso lo è per noi. Egli, considerandola come una Parola che Dio pronuncia per lui stesso, impara a comprenderla e a viverla dal di dentro, è una Parola che dona senso alla sua esistenza, che gli fa prendere delle decisioni per vivere nel modo giusto la sua vita.
E’ alla luce di questa Parola che Giuseppe sa interpretare ed applicare la legge in modo giusto (considerare interiormente).
Se l’uomo non ritrova la relazione con Dio viene a mancare quel “considerare interiormente” le cose, che permette, fuori dai nostri ciechi e devoti spiritualismi che sanno di anaffettività, di anoressia spirituale, nei momenti dell’esistenza in cui ci troviamo a maledire la nostra stessa vita, a disprezzare la parola di Dio, a rifiutare le scelte che consideriamo fallimentari,a non accettare i tempi assurdi e le situazioni paradossali dell’esistenza, comprendendo che il senso di “pienezza di vita” non può nascere da noi stessi, perché nella vita ordinaria spesso viviamo la constatazione dell’apparente fallimento di esso.
Avere questo “senso spirituale” delle cose vuol dire dare ai fatti della vita una lettura soprannaturale e non solo materiale.
Passi biblici Sal 1,2; Mt 23; Lc 1,28; Ger 20,7-11; Mt 1,20; Rm 1,1-3; Ct 2,8-14.
Anno A / Avvento II: Immacolata Concezione della B.V.M. – 8 dicembre 2013
Il Vangelo Nella società competitiva contemporanea ascoltare è spesso un modo di sottoporre a verifica l’altro, è una posizione difensiva in cui non lasciamo che accada qualcosa di nuovo e ci chiediamo che cosa serve ai nostri fini e che…