Anno A / Ascensione – 1 giugno 2014

Vangelo         

31 - Ascensione - 1 giugno 2014Davanti a Gesù è riunita la comunità apostolica simboleggiata dagli undici. Dal testo sappiamo (“dubitarono”) che la poca fede è una caratteristica di quella comunità. Questo però non pregiudica la sua missione, in quanto questa non dipende soltanto dall’azione della Chiesa ma dalla presenza efficace del Cristo risorto, la cui potestà non passerà mai ed il cui regno non sarà mai distrutto.

L’opera di Cristo  però è rimasta incompiuta ed Egli invita i suoi a continuare ciò che ha iniziato. Il battesimo ricevuto chiede ad ogni cristiano l’assunzione di questo mandato missionario, ognuno con le proprie specificità e possibilità ma senza deleghe, poichè l’autentica fede è inseparabile dall’appartenenza alla comunità, dal servizio, chiede di non rinunciare al realismo della dimensione sociale del Vangelo bensì di correre il rischio dell’incontro con il volto dell’altro che mi interpella, affinchè quest’ultimo non  finisca ingannato da proposte che non umanizzano.

Quando la comunità perde questo orientamento si divide al suo interno, cessa di essere comunità di Cristo, un organismo  che nasce da una relazione interpersonale con la Trinità e che si sostiene in virtù di essa per diventare invece un’organizzazione autoreferenziale, una convocazione di uomini che si riuniscono ed operano per conto proprio, con ideali e valori autonomi e che vedono la Chiesa sotto l’aspetto della fattibilità, giudicandola per l’efficienza con la quale funziona e chiedendole di essere ciò che non è in se stessa, di accondiscendere a tutte le correnti di pensiero della storia adeguandosi ad esse. 

Alla conoscenza ed alla verità divina si contrappone infatti il potere della menzogna, di una conoscenza e di una verità che prendono il posto di Dio. E’ quella conoscenza inaccettabile che Paolo ritrova nella comunità dei Corinti e ad Efeso. Per Paolo c’è l’idea di una conoscenza che può essere donata solo da Dio mediante il suo Spirito di sapienza e di rivelazione; non si parla di un cammino puramente soggettivo di “autorivelazione” e di “autoconoscenza” ma di una rivelazione e di una conoscenza attuata mediante l’incontro personale con Dio, con l’Altro da me. 

 

 

Passi biblici       Mt 6,30; Mt 8,26; Mt 14,31; Mt 16,8; 1 Cor 6,2-3; Mt 19,28; Eb 1,2-3; Mt 11,25-27; Col 1,24; At 2,38; At 10,48; At 19,5; Lc 22,19; Gv 15,26-16,4; 1Cor 2,11-12; Gv 16,3; Gv 16,14; Gv 14,26; Fil 1,10; Fil 1,9; Eb 5,14; Gv 8,40; Gv 18,37; 3Gv 12; Fil 3,10; Col 2,2s; Mt 4,4; 1 Tim 6,20; 1 Cor 8,1; 1 Cor 4,8; 1 Cor 10,1-13; 1 Cor 15,12; 1 Cor 6,12; 10,23; 1 Cor 6,12-20; 1 Cor 6,13; cfr 1 Cor 3,3-11; Fil 2,5; 2 Cor 13,5; 1 Cor 15,12; Gv 17,23; 1Gv 4,9s; Gv 3,16; 1Gv 4,8; 1Gv 2,3-5; 1Gv 4,7; 1Gv 4,6; Gv 17,3; Gv 13,35; 17,21; Ef 4,13; Fil 2,1-5; Ef 4, 14; Mt 6,6

 

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