Il Vangelo
Il problema davanti al quale si trovano gli apostoli oggi è quello di poter comprare il “pane”, di sfamare la folla che è venuta ad ascoltare Gesù sul monte. E’ la problematica della missione del Messia che nel deserto è tentato di trasformare le pietre in pane per sfamarsi e Gesù risponde con il dono del suo Corpo come pane per la vita del mondo.
La tematica del pane la ritroviamo nel Padre nostro: è la domanda su quanto c’è di più essenziale: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, la richiesta di quanto è necessario per vivere. La tentazione è quella di darselo da soli questo “pane” e facendo questo di sentire l’esigenza di accumularlo per quell’istinto di sopravvivenza che ci è naturale; così facendo però non lo mettiamo a disposizione di chi ne ha bisogno, come quell’1% della popolazione mondiale che possiede il 50% delle risorse della terra.
Il capitolo sesto di Giovanni ci apre al significato del tema del “pane”. Se all’inizio c’è il riferimento al pane necessario per vivere poiché coloro che hanno ascoltato Gesù devono essere sfamati, in seguito Gesù stesso non intende ridurre l’uomo alle sole necessità biologiche e materiali. Nel vangelo di Matteo troviamo: “Non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Dio si è fatto carne in Gesù, Parola eterna, ha scelto di comunicare con noi attraverso parole umane perché il significato che Egli ha dato alla vita possa essere assimilato nell’esistenza quotidiana, come facciamo durante i nostri pasti con il pane.
La richiesta del “pane” ci esorta a vivere già ora del “domani” ma per far questo occorre la “speranza”, uomini e donne che la incarnino, una Chiesa coraggiosa, fedele al Vangelo, non disponibile al compromesso, che vigili sulla conservazione delle regole di vita per il bene comune perché dove le parole sono “chiare” viene rotto ogni rapporto compromissorio e cessa ogni forma di strumentalizzazione.
Il “pane” necessario è quell’amore che rende la coscienza veramente umana, “libera da tutti quei muri che gli istinti di sopravvivenza e di conservazione ci fanno costruire per affermare noi stessi”o per tenere in vita un gruppo a spese di altri. E’ questo pane che rende l’esperienza cristiana l’inizio di un nuovo modo di vivere perché se come cristiani non cerchiamo di vivere in maniera credibile il Vangelo, se quando ci chiederanno un “pane” noi daremo una “pietra”, nessuno potrà credere al messaggio sociale presente in esso.
Questo “pane” possiamo trovarlo solo in quelle case dove l’autorità è vissuta come servizio, dove la giustizia e la libertà sono sostenute dall’amore, dove la preghiera ed il rito diventano strumento di vita e di accrescimento della coscienza.
Passi biblici Gv 6,1-15; Es 16,16-22; Mt 4,4; Mt 6,11; Dt 8,3; Lc 22,24-30; Lc 11,11.