Il Vangelo Se dovessi dare un titolo a questa riflessione la intitolerei: la trasformazione tramite un incontro. Il vangelo di Marco riprende le immagini della prima lettura per raccontare la guarigione di un sordomuto: Gesù lo guarisce e lo apre…
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Anno A / XV Domenica T.O. – 13 luglio 2014
Vangelo Nella prima lettura si dice della Parola di Dio: “non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”. Ogni parola e gesto nella vita della Chiesa devono…
Anno A / II Quaresima – 16 marzo 2014
Il Vangelo Nell’episodio della Trasfigurazione Gesù conduce i tre discepoli su un “alto monte”. Come non vedere il riferimento ad un altro episodio (Mt 4,8-10), dove Satana propone al “figlio di Dio”, in cima ad un alto monte, il dominio…
Anno A / Domenica VIII – 2 marzo 2014
Il Vangelo “Non preoccupatevi del domani”! Questa frase di Gesù sembra priva di senso, perché non possiamo non preoccuparci di ciò che accadrà nella vita domani: ci sono degli impegni, c’è da lavorare, da pagare l’affitto, l’assicurazione, il mutuo, da…
Anno A / Avvento I – 1 dicembre 2013
Il Vangelo
Non esiste un fenomeno che determini la nostra vita quanto il tempo, esso definisce quasi tutti gli aspetti della nostra vita.
Il Vangelo di oggi ci vuole far prendere consapevolezza delle scelte che la vita ci chiede di fare qui ed ora, le quali non sono in relazione al nostro impulso del momento, bensì hanno un’influenza sulla nostra vita e sulla vita degli altri. Quando entro in una relazione affettiva con un’altra persona, la faccio entrare dentro un rapporto che inciderà sulla vita di entrambi, perciò devo entrarci nella verità.
Eppure sembra che il tempo, come l’amore, siano cose che si possono possedere come qualsiasi altro oggetto. La domanda è: cosa ne faccio del mio tempo? Cosa ne faccio della mia vita? La vivo o mi limito a funzionare? Il tempo tecnico, uniforme, deve impedire la potenza e la nuova vita per poter regnare Egli stesso.
Passi biblici Mt 13,44-46; Mt 2,1; Is 55,8-9; Lc 17,34; Mc 8,36;
L’accompagnamento spirituale
Sentiamo una profonda tristezza quando non vediamo realizzati i progetti personali. Nel caso della depressione, la vita non viene più affrontata, ci rifugiamo nel “dormire”, non vediamo futuro, anestetizziamo la nostra vita per non sentire l’esperienza della sofferenza, tanto è intensa. Tutto è intaccato da questa malattia del cuore: la preghiera, la lettura, i rapporti interpersonali, l’ambiente, il lavoro, l’orario ma soprattutto la propria esistenza. La solitudine che proviamo ci fa sentire ogni luogo inospitale, ci sentiamo incapaci di concentrarci su una determinata attività, il lavoro frustrante ed ogni compito che ci viene affidato si presenta come insuperabile, come la parete di una montagna. Si arriva a detestare tutto ciò che si ha e si desidera ciò che non si ha, fuggiamo di fronte alle responsabilità che sembrano trasformare la vita in un peso insopportabile. Una sorta di asfissia dell’anima e dell’intelletto non ci fa vedere chiaro dentro noi stessi e si presenta una profonda confusione, una serie di pensieri disordinati.
In questa situazione ci illudiamo che tutto funzioni bene, senza tensioni e senza lotte. Idealizziamo le persone, i rapporti per poi restarne delusi. E’ l’atonia dell’anima.
Passi biblici Sal 46,10; 1 Re 19,9-13.