Tag: obbedienza

Anno A / Ss. Pietro e Paolo Ap. – 29 giugno 2014

Vangelo         Gesù si accerta delle convinzioni della folla e dei dodici riguardo alla Sua persona, alle loro attese messianiche: “Chi crede la gente che sia il figlio dell’uomo?… Ma voi chi credete che io sia”: gli apostoli e la folla…

Anno A / Corpo e Sangue di Cristo – 22 giugno 2014

Vangelo         L’“Io sono” di Gesù è più della semplice auto identificazione ma è legato al riconoscimento della presenza di Dio stesso. Questo deve avvenire anche nella Chiesa, prolungamento dell’azione di Cristo in mezzo all’umanità, che non presenta se stessa ma…

Anno A – Seconda domenica dopo Natale – 5 gennaio 2014

Il Vangelo         Siracide presenta la Sapienza di Dio come una realtà che si inserisce nella storia di un popolo e questo ci dice che la partecipazione alla gloria di Dio non si attua in un percorso spiritualistico, ai margini della…

Anno A / Avvento IV – 22 dicembre 2013

Il Vangelo

5 - Avvento IV - 22 dicembre 2013Giuseppe dovette constatare che Maria, essendo incinta, avesse rotto il fidanzamento, non avendo avuto rapporti con lui  e secondo la Legge doveva abbandonarla. Egli può decidere tra un atto giuridico (può portare Maria davanti a un tribunale) e una forma privata (rilasciarle una lettera privata di ripudio). Matteo dice che Giuseppe era un uomo giusto (zaddik), che viveva profondamente il rapporto con la Parola di Dio, la quale non è una legge imposta dall’esterno,  come spesso lo è per noi. Egli, considerandola come una Parola che Dio pronuncia per lui stesso, impara a comprenderla e a viverla dal di dentro, è una Parola che dona senso alla sua esistenza, che gli fa prendere delle decisioni per vivere nel modo giusto la sua vita.

E’ alla luce di questa Parola che Giuseppe sa interpretare ed applicare la legge in modo giusto  (considerare interiormente).

Se l’uomo non ritrova la relazione con Dio viene a mancare quel “considerare interiormente” le cose, che permette, fuori dai nostri ciechi e devoti spiritualismi che sanno di anaffettività, di anoressia spirituale, nei momenti dell’esistenza in cui ci troviamo a maledire la nostra stessa vita, a disprezzare la parola di Dio, a rifiutare le scelte che consideriamo fallimentari,a non accettare i tempi assurdi e le situazioni paradossali dell’esistenza, comprendendo che il senso di “pienezza di vita” non può nascere da noi stessi, perché nella vita ordinaria spesso viviamo la constatazione dell’apparente fallimento di esso.

Avere questo “senso spirituale” delle cose vuol dire dare ai fatti della vita una lettura soprannaturale e non solo materiale.

 

Passi biblici    Sal 1,2; Mt 23; Lc 1,28; Ger 20,7-11; Mt 1,20; Rm 1,1-3; Ct 2,8-14.

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