Il Vangelo
Gesù per iniziare la sua missione ha scelto la Galilea perché simboleggia il mondo pagano. Il suo annuncio: “Convertitevi perché si è fatto vicino il regno dei cieli”, evidenzia che la fede nel Vangelo rimane inseparabile dall’annuncio del Regno e la sequela dei primi quattro discepoli appare come una risposta alla proclamazione del regno dei cieli, il cui modello è Gesù stesso, che vive in una cultura per la quale malattia, possessione e miseria si mescolano e sono viste come il Male da cui si è afflitti. Il primo male, origine degli altri, è l’ignoranza della verità sua e di Dio. Tutta l’attività di Gesù è un “Esorcismo”, parola di verità che vince in lui lo spirito di menzogna. Il rinnegamento di sé chiesto da Cristo agli apostoli, deve poter essere attuato in libertà e per amore e questo comporta la conoscenza di sé, perché senza vita interiore non è possibile purificare le relazioni che rischiano di divenire insignificanti, perciò neanche la vita spirituale. Solo chi non teme di scendere nella propria interiorità sa anche affrontare l’incontro con l’altro. Certo, non ogni solitudine è positiva: vi sono forme di fuga dagli altri che sono patologiche, vi è soprattutto “l’isolamento”, il quale implica la chiusura agli altri, il rigetto del desiderio degli altri, la paura dell’alterità. E’ significativo che molti dei disagi e delle malattie “moderne”, che riguardano la soggettività, arrivino anche a inficiare la qualità della vita relazionale: per esempio, l’incapacità di abitare la propria vita interiore diviene anche incapacità di creare e vivere relazioni solide, profonde e durature con gli altri. La vita spirituale è una chiamata a compiere un esodo verso quest’interiorità, un viaggio all’interno di se stessi, viaggio che si svolge ponendosi domande, interrogandosi, elaborando ciò che si vive di fuori. Solo così si diviene soggetti della propria vita e non ci si lascia vivere. Questa discesa nel cuore è faticosa e dolorosa: normalmente noi la respingiamo, ne abbiamo paura, perché temiamo ciò che di noi può emergere, ciò che di noi può esserci svelato. La forza che può permetterci di fare questo passo, ed aiutare altri a farlo, ci può solo venire dall’esperienza della grazia che è sempre accompagnata dalla conoscenza di Dio: chi è Dio in sé e chi è per me!
Passi biblici Mt 11,11-25; Is 8,23-9,1; Mt 28,16; Mt 5; Mt 28,19; Lc 24,21; At 1,6; Mt 4,18-22; 1 Re 19,19-21; Lc 5,10.19; Gv 1,35-42; Abacuc 1,14-15; Geremia 16,14-21; Mt 10; Mt 8,16-17; Mt 23,2; Gv 1,12; Fil 3,12.