Il Vangelo
Nella Bibbia il “deserto” è il luogo nel quale l’uomo conosce se stesso e rinvia a tre ambiti simbolici: lo spazio ostile da attraversare, il tempo lungo di un’attesa ed il cammino faticoso. Il viaggio intrapreso da Abramo, in risposta all’invito di Dio: “Va verso te stesso!”, coglie il senso spirituale del viaggio nel deserto: rivela ciò che abita il cuore dell’uomo, educa alla conoscenza di se stessi.
Il deserto è un “tempo intermedio”: non ci si installa, lo si attraversa, perciò è cammino: in esso, come nella vita, occorre avanzare ma la tentazione è quella dettata dalla paura che spinge a tornare indietro. E’ la schiavitù dalla quale Dio trae fuori Israele ma perchè questo si possa realizzare deve compiere il passaggio interiore che gli farà prendere coscienza della sua libertà perciò lo renderà capace di amare. E’ una libertà che non è situata al termine del cammino della vita ma nel “deserto” stesso e se ne può fare esperienza solo vivendo, durante il cammino nel quale l’uomo impara a vivere l’essenzialità, a privarsi di tutte quelle cose che lo legano e gli impediscono di procedere oltre, delle quali si era rivestito attraverso la realizzazione di bisogni nevrotici, cercando di nascondere il senso di impotenza di fronte alle richieste dell’esistenza, dell’ambiente in cui vive, degli altri che in cambio della loro approvazione spesso ti chiedono di rinunciare a ciò in cui credi; sono tutte tendenze che ci costringono ad adottare un certo stile di vita e ci tolgono la libertà di essere noi stessi, ci rendono schiavi.
Il “deserto” perciò porta con sè il segreto della nostra schiavitù o della libertà, rimanda alle esperienze difficili della vita ed in esso ci prepariamo ad agire, è il luogo del discernimento nel quale è possibile “distinguere ciò che è meglio”, senza quegli “appoggi” rappresentati dai condizionamenti e dalle identificazioni legati spesso ai problemi che dobbiamo affrontare; essi rafforzano il senso illusorio di noi stessi, portano alla creazione di una falsa identità in sostituzione del nostro vero io. L’unica via per la salvezza è quella che passa per il “deserto” accettando la realtà così com’è perchè non è fuggendo da esso, dalla vita che l’uomo può uscire dalla crisi.
E’ in questo spazio, luogo e tempo, in questo esodo verso l’interiorità che possiamo iniziare il processo della conoscenza di noi stessi domandandoci in che modo vogliamo vivere partendo dalle motivazioni più profonde perchè senza scopo non esiste significato e senza significato diventa impossibile vivere; quello del deserto è un cammino faticoso e doloroso che normalmente respingiamo perchè temiamo ciò che di noi può emergere; esige vigilanza (cfr. domenica scorsa) perchè la conoscenza di noi stessi diventa anche conoscenza dei limiti, di tutto ciò che fa parte di noi e tendiamo a rimuovere pur di non doverlo riconoscere. Questo percorso può diventare esperienza dell’avvento di Dio nella vita.
Passi biblici Fil 1,10; Lc 3,4; Gen 12,1; Deut 8,2; Dt 30, 15.19; Es 3,1-14; Esodo 19-24; Osea 2,16; Es 14,11-12; 15,24; 16,2-3; 17,2-3.7; Nm 12,1-2; 14,2-4; 16,3-4; 20,2-5; 21,4-5; Nm 20,5; Gv 15,1-8; Es 13,17-18.20-22; Es 16,4