Vangelo
L’assunzione di Maria al cielo non è da identificare con l’Ascensione di Gesù poichè in Maria celebriamo quello che è riservato ad ogni persona dalla misericordia della grazia di Dio. Maria è un essere umano e solo comprendendola come tale può divenire significativa per la nostra vita, perché “non possiamo parlare di Dio senza parlare dell’uomo, a lui intimamente legato negli eventi della creazione, dell’alleanza e dell’incarnazione”[1], così come nella costruzione del bene comune non possiamo parlare di economia, politica, lavoro senza chiederci che idea di uomo abbiamo, se il suo essere persona gli deriva dalla sua natura o se, in forza delle ideologie che hanno al fondo una concezione debole della persona stessa e che conducono alla non verità su quest’ultima, bisogna sottostare a parametri che ne certificano la dignità, cessando così di essere considerata la dignità stessa della persona un a-priori.
Maria rappresenta colei che ha accolto pienamente nella propria umanità il Verbo eterno del Padre, con lei il credente prende coscienza della sua dignità, della responsabilità e della sua funzione nella Chiesa e nel mondo. Il viaggio che ella fa per incontrare la cugina Elisabetta corrisponde certo alle indicazioni dell’angelo ma anche alle proprie esigenze interiori: intelligenza e cuore; la sua coscienza perciò. Maria si pone così a servizio del Figlio ed in lui del genere umano anticipando l’azione che avrebbe dovuto essere propria in tutto il corso della storia della Chiesa.
Maria assunta in cielo rappresenta ciò che ancora sulla terra non vede la sua realizzazione: in lei si trovano riuniti la figlia di Sion, Israele che attende nel deserto a causa della diaspora e la sua discendenza, la Chiesa. Come Maria perciò anche noi alla fine della nostra vita saremo accolti da Cristo con la nostra identità, con corpo e anima, con tutte le esperienze della nostra vita anche quelle più caotiche che ci fanno perdere la nostra identità, non ci permettono più di capire chi siamo veramente, esperienze che, mentre noi le releghiamo spesso solo nel passato, come quando finisce un rapporto e strappiamo le foto o gettiamo via i ricordi, saranno invece riunite ed inserite nell’eternità perché le nostre scelte, nel bene o nel male, sono frutto della nostra libertà che è ciò che ci restituisce continuamente la dignità di figli di Dio.
Il nostro amore per come si presenta alla luce della storia personale, non ha momenti nei quali cessa di essere capace di riflettere la gloria di Dio: l’intera mia esistenza è destinata fin da ora ad essere trasformata e aperta alla gloria di Dio.
Passi biblici Lc, 1,39-56; 2 Cor 5,1; 2 Tm 4,8; 2 Sam 6,2; Ap 12, 1-6.10; Ap 11,19; Mt 27,51; Mc 14,58; Ct 6,10; Is 60,1-2.20; Is 66,7.10; Is 13,8; Os 13,13; Mi 4,9-10; Is 62,3; Gen 37,9; Ap 6,4; Gv 8,44; Dn 7,7; Lc 4,6; Gv 12,31; Gen 3,20; Gen 1,2; Sal 2,7; Is 66,7; Es 16; Os 2,16; Rm 11,2; Lc 10,18; Ap 12,13-14; Es 19,4; Dt 32,11; Is 40,31; Ap 12,7; Rm 11,24; Ap 21,5