Anno B / XXVII Domenica T.O. – 4 ottobre 2015

Il Vangelo

44 -  XXVII Domenica T.O. - 4 ottobre 2015La preoccupazione dell’autore del libro della Genesi non è quello di dirci da dove proviene la donna ma “che cosa è”. La donna creata viene chiamata Nin-ti cioè “donna della costola” ma il termine “ti” significa anche “dare la vita” per cui “donna della costola” e “donna che dà la vita” hanno lo stesso significato: “L’uomo perciò chiama la donna con un nome che dice quel che ella significa per lui: la donna per lui significa vita”.

Ciò che avviene è un’alleanza che è stipulata nella sede dei sentimenti che è il torace nel quale per gli ebrei c’era il cuore che nella Bibbia è considerato la sede più intima della persona, delle sue decisioni: organo del pensare, del volere, del discernere, del percepire, del sentire; rappresenta il centro della vita spirituale, l’interiorità dell’uomo e questo dice come già si consideravano correlati nella persona lo stato fisico e l’affettività psichica.

Come possiamo fare per entrare nel cuore? Non possiamo farlo attraverso l’albero della conoscenza del bene e del male, della sola dimensione logica e razionale e nemmeno attraverso una posizione estremamente autoreferenziale, la falsa prospettiva che è l’autorealizzazione la quale ci rende dipendenti dall’immagine che noi vorremmo avere, che altri hanno di noi o credono di avere, perchè “l’uomo non è fatto per guardare se stesso ma per vedere l’altro. Lo scopo dell’uomo non è quello di conoscere se stesso ma di conoscere e riconoscere ciò che è altro da sè, ciò che gli sta di fronte… Come a dire: ecco questo sei tu! Questo è il tuo corpo, queste le tue emozioni, questi i tuoi pensieri, questa la tua volontà. Ecco la tua anima!… Ciascuno ha il compito ultimo non di mascherarsi o nascondersi ma di essere visto, riconosciuto, confermato e condiviso”.

Perciò l’uomo non ha nessun diritto di nascondere la donna, di disconoscerla, di sconfessarla perchè possiamo trovare noi stessi soltanto nella reciprocità del riconoscimento e nell’amore, nell’essere “una carne sola”, in tal modo l’uomo realizzerà come effetto secondario anche se stesso perchè “Lo Spirito non sta nell’io ma tra l’io e il tu” e “i nostri occhi non sono fatti per guardare dentro di noi, ma fuori e davanti a noi”.

 

 

Passi biblici    Gen 2,21a; Gen 2,22a; Mc 10,6a; Mc 10,8b; Gen 15,12; Gb 4,13; 1 Sam 26,12; Is 29,10; Gs 22,5; 1 Sam 2,35; Dt 6,5; Dt 28,47; Ger 4,19; Pro 14,30; Dt 19,6; 1 Re 3,12; 5,9; Ger 14,14; Pro 10,20ss; Es 36,2; 2 Cor 5,12; 1 Ts 2,17; 1 Sam 16,7; Ger 17,10; 20,12; 1 Sam 24,6; 25,31; 1 Cor 2,9; At 16,14; 2 Cor4,6; Rm 5,5; Ef 3,17; Gn 2,16-17; Gn 3,10; 1 Cor 7,10-11; Dt 24,1.

 

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