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Anno B / XXIV Domenica T.O. – 13 settembre 2015

Il Vangelo   Dio è “Colui che parla” e facendo questo cerca una relazione con l’uomo perchè possa conoscerlo e  suscitare così la sua libertà, come facciamo con le persone delle quali ci fidiamo profondamente. La Scrittura nella sua complessità chiede…

Anno B / IV Domenica di Quaresima- 15 marzo 2015

Il Vangelo “… chi fa la verità viene verso la luce”: nel prologo di Giovanni si afferma che “la grazia è la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo” per cui la “verità” rappresenta un evento che si fa persona…

Anno B / IV Domenica T.O.- 1 febbraio 2015

Il Vangelo Nel brano di questa domenica ci concentriamo su due termini: “autorità” e “posseduto. La vita di Gesù è contrassegnata dall’“exousia” (autorità). Il suo insegnamento è diverso da quello degli scribi perché impartito con autorità. Per Mt l’“exousia” di…

Anno A / Domenica V – 9 febbraio 2014

Il Vangelo         Nelle nostre città si vedono svettare i campanili delle chiese e dei comuni ma dentro di esse l’uomo si è perso ed ha perso dignità. Continuiamo a celebrare le nostre eucaristie e nelle nostre città non trova spazio…

Anno A / Avvento IV – 22 dicembre 2013

Il Vangelo

5 - Avvento IV - 22 dicembre 2013Giuseppe dovette constatare che Maria, essendo incinta, avesse rotto il fidanzamento, non avendo avuto rapporti con lui  e secondo la Legge doveva abbandonarla. Egli può decidere tra un atto giuridico (può portare Maria davanti a un tribunale) e una forma privata (rilasciarle una lettera privata di ripudio). Matteo dice che Giuseppe era un uomo giusto (zaddik), che viveva profondamente il rapporto con la Parola di Dio, la quale non è una legge imposta dall’esterno,  come spesso lo è per noi. Egli, considerandola come una Parola che Dio pronuncia per lui stesso, impara a comprenderla e a viverla dal di dentro, è una Parola che dona senso alla sua esistenza, che gli fa prendere delle decisioni per vivere nel modo giusto la sua vita.

E’ alla luce di questa Parola che Giuseppe sa interpretare ed applicare la legge in modo giusto  (considerare interiormente).

Se l’uomo non ritrova la relazione con Dio viene a mancare quel “considerare interiormente” le cose, che permette, fuori dai nostri ciechi e devoti spiritualismi che sanno di anaffettività, di anoressia spirituale, nei momenti dell’esistenza in cui ci troviamo a maledire la nostra stessa vita, a disprezzare la parola di Dio, a rifiutare le scelte che consideriamo fallimentari,a non accettare i tempi assurdi e le situazioni paradossali dell’esistenza, comprendendo che il senso di “pienezza di vita” non può nascere da noi stessi, perché nella vita ordinaria spesso viviamo la constatazione dell’apparente fallimento di esso.

Avere questo “senso spirituale” delle cose vuol dire dare ai fatti della vita una lettura soprannaturale e non solo materiale.

 

Passi biblici    Sal 1,2; Mt 23; Lc 1,28; Ger 20,7-11; Mt 1,20; Rm 1,1-3; Ct 2,8-14.

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