Anno A / V Quaresima – 6 aprile 2014

Vangelo         

21 - V Quaresima - 6 aprile 2014Il brano del Vangelo mette in risalto la fede incompleta dei discepoli che non comprendono il significato della vita definitiva che Gesù porta con sé, quasi che la morte sia per essi la fine dell’esistenza. Non è con un intervento taumaturgico, con il prolungamento dell’esistenza fisica che è possibile cambiare la condizione umana, perché la salvezza che Gesù porta consiste nella trasformazione interiore dell’uomo, la possibilità di disporre della vita che Gesù possiede in se stesso. L’uomo può passare sempre dalla morte alla vita definitiva quando ascolta Gesù, perché Egli è “la risurrezione e la vita”.

E’ la stessa cosa presente nell’uomo di oggi, sembra che la visione dominante sia quella di un universo chiuso dentro i confini della realtà fisica, considerando quest’ultima come estremo orizzonte del mondo.

Per il cristianesimo perciò la risurrezione di Gesù e la promessa risurrezione corporale dei morti nell’ultimo giorno è un fatto che avviene in maniera definitiva, al di là di tutte le leggi della natura e per volontà di Dio. Il cessare della creazione per noi significa l’ingresso definitivo di Dio nel nostro spazio, nel nostro tempo, come Signore del nostro essere, della libertà umana che ha scelto di essere luogo della presenza di Dio, cioè di essere amore. Nella morte la persona fa esperienza della propria dimensione naturale che è giunta per attrazione di Dio alla coscienza ed alla libertà, che è il fine della creazione e che da “indifferente” verso la creazione, diventa una libertà che sceglie il bene, il bello, il vero e che coincida con l’amore. Perciò dobbiamo convertire anche il nostro modo di vedere la risurrezione come un “semplice” miracolo.

La risurrezione risulta essere quindi un fenomeno che oltrepassa l’orizzonte delle nostre esperienze e che conseguentemente mette in crisi l’uomo.

 

Passi biblici    Gv 10,18; Gv 7,37; Gv 6,39.40; Mt 17,14-21; 1 Cor 15,14s.; Mc 9,9s.; Lc 7,11-17; Mc 5,22-24.35-43; Gv 11,1-44).

Scarica la riflessione in formato PDF