Il Vangelo Da questa domenica inizia il tempo di Avvento, il tempo dell’attesa e della ricerca, del discernimento riguardo a cosa dobbiamo fare per dare un significato a quel senso di mancanza e di insoddisfazione presente in noi e ci…
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Anno B / Santa Famiglia di Gesù – 29 Dicembre 2014
Il Vangelo Luca conclude questa prima parte del suo Vangelo che riguarda la nascita di Gesù con il racconto di due momenti prescritti dalla Legge che, in occasione della nascita di un figlio, avvenivano nell’ottavo e nel quarantesimo giorno: la…
Anno A / XXIX domenica T.O. – 19 ottobre 2014
Vangelo Oggi il Vangelo ci parla del pericolo della deificazione del potere in nome di Dio che cambia il “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” in “Date a Cesare…
Anno A / Domenica VI – 16 febbraio 2014
Il Vangelo Nella comunità alla quale fa riferimento Matteo, ci sono molti cristiani provenienti dal giudaismo e l’apostolo vuole far comprendere che pur essendo ebrei possono convertirsi al cristianesimo, in quanto Gesù non è da vedere in contrapposizione a Mosè,…
Anno A / Presentazione del Signore – 2 febbraio 2014
Il Vangelo Secondo la prescrizione del Levitico una donna dopo il parto di un maschio è impura per sette giorni: quaranta giorni dopo la nascita ha luogo il rito della purificazione della madre. Maria non ha bisogno di essere purificata…
Anno A / Santa Famiglia – 29 dicembre 2013
Il Vangelo Matteo riprende la promessa fatta da Dio ad Abramo: “Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro… ma torneranno qui”. Ora quello stesso evento di liberazione, quel cammino verso la salvezza, si compie in…
Anno A / Avvento IV – 22 dicembre 2013
Il Vangelo
Giuseppe dovette constatare che Maria, essendo incinta, avesse rotto il fidanzamento, non avendo avuto rapporti con lui e secondo la Legge doveva abbandonarla. Egli può decidere tra un atto giuridico (può portare Maria davanti a un tribunale) e una forma privata (rilasciarle una lettera privata di ripudio). Matteo dice che Giuseppe era un uomo giusto (zaddik), che viveva profondamente il rapporto con la Parola di Dio, la quale non è una legge imposta dall’esterno, come spesso lo è per noi. Egli, considerandola come una Parola che Dio pronuncia per lui stesso, impara a comprenderla e a viverla dal di dentro, è una Parola che dona senso alla sua esistenza, che gli fa prendere delle decisioni per vivere nel modo giusto la sua vita.
E’ alla luce di questa Parola che Giuseppe sa interpretare ed applicare la legge in modo giusto (considerare interiormente).
Se l’uomo non ritrova la relazione con Dio viene a mancare quel “considerare interiormente” le cose, che permette, fuori dai nostri ciechi e devoti spiritualismi che sanno di anaffettività, di anoressia spirituale, nei momenti dell’esistenza in cui ci troviamo a maledire la nostra stessa vita, a disprezzare la parola di Dio, a rifiutare le scelte che consideriamo fallimentari,a non accettare i tempi assurdi e le situazioni paradossali dell’esistenza, comprendendo che il senso di “pienezza di vita” non può nascere da noi stessi, perché nella vita ordinaria spesso viviamo la constatazione dell’apparente fallimento di esso.
Avere questo “senso spirituale” delle cose vuol dire dare ai fatti della vita una lettura soprannaturale e non solo materiale.
Passi biblici Sal 1,2; Mt 23; Lc 1,28; Ger 20,7-11; Mt 1,20; Rm 1,1-3; Ct 2,8-14.