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Anno B / IV Domenica di Quaresima- 15 marzo 2015

Il Vangelo “… chi fa la verità viene verso la luce”: nel prologo di Giovanni si afferma che “la grazia è la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo” per cui la “verità” rappresenta un evento che si fa persona…

Anno B / I Avvento – 30 novembre 2014

Il Vangelo Nella prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia troviamo la richiesta a Dio di intervenire per portare la salvezza ad un popolo che non riesce a vivere il pieno significato della sua esistenza, lo stesso al quale…

Anno A / XXX domenica T.O. – 26 ottobre 2014

Vangelo          L’insegnamento morale di Gesù lo troviamo riassunto nel precetto dell’amore. Occorre capire però in cosa consiste l’atto di amore che Dio chiede ai suoi discepoli. La novità che Gesù porta non consiste nel riferimento all’amore di Dio e del…

Anno A / XXVII domenica T.O. – 5 ottobre 2014

Vangelo          Matteo utilizza Is 5,1-7 per affermare che ha affidato a particolari uomini (i “contadini”) la cura della sua vigna, ha stretto con Israele (con ognuno di noi) un patto mediante l’alleanza sul Sinai. I contadini non stanno al patto…

Anno A / XXIV domenica T.O.: Esaltazione della Santa Croce – 14 settembre 2014

Vangelo          Nicodemo va da Gesù “di notte”. Nel contesto della vita dell’umanità la “categoria della notte” ha rappresentato una profonda realtà simbolica, contraddistinta dalla ricerca di identità ed è centrale nell’esperienza spirituale del popolo d’Israele. In Gv 3,3 Gesù dice…

Anno A / XXIII domenica T.O. – 7 settembre 2014

Vangelo         Nel cap. 18 Matteo raccoglie le istruzioni riguardo ai comportamenti che i componenti di una comunità devono avere nei confronti del prossimo. L’apostolo è consapevole che occorre inseguire un ideale di relazione all’interno dei rapporti di una comunità ma…

Anno A / XIV Domenica T.O. – 6 luglio 2014

Vangelo         Papa Francesco ha parlato ai vescovi dicendo loro di non cercare “l’appoggio di quelli che hanno potere in questo mondo per sentirsi al sicuro” né di lasciarsi “ingannare dall’orgoglio che cerca gratificazioni e riconoscimenti”. Egli ha continuato chiedendo: “Noi, cari fratelli vescovi,…

Anno A / Santa Famiglia – 29 dicembre 2013

Il Vangelo Matteo riprende la promessa fatta da Dio ad Abramo: “Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro… ma torneranno qui”. Ora quello stesso evento di liberazione, quel cammino verso la salvezza, si compie in…

Anno A / Avvento III -15 dicembre 2013

Il Vangelo
Dalla sua prigione Giovanni Battista ha sentito parlare delle opere del Cristo e si domanda che senso dare ad eavvento3sse, dato che Gesù doveva liberare i prigionieri e consolare gli afflitti, mentre Giovanni stesso è ancora in carcere!
E’ quello che avviene anche nella nostra vita, l’esperienza del dubbi con il quale continuiamo a cercare Dio per tutta la vita e che non è negazione del rapporto con lui come molti facilmente vogliono preferiscono pensare.
Dovremmo avere la presa di coscienza di Giobbe, il quale dice a Dio: “Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto” (Gb 42,5). Solo questo atteggiamento “fa” la Chiesa, la edifica pietra su pietra, dove le “pietre” sono uomini e donne coinvolte nella vita e che portano con sé il dramma di una Parola che per loro sembra contraddire se stessa quando dice che Dio è l’Emmanuele, il Dio con noi e lo fa nello stesso momento in cui queste stesse persone lo sentono distante dalla loro esistenza, si sentono lasciate sole da Dio, dagli uomini e dalla Chiesa stessa.

Passi biblici    Mt 11,2; Mt cc. 6-9; Is 61,1-2; Mt 3,22s; Gen 12,1; Gb 42,5; Mt 11,4-5; Is 35,4-6; 26,19; 29,17-19; 61,1; 2Re 5; Lc 4,27; 1 Re 17,1; Ger 23,18.21-22; Am 3,7; 1 Re 22,19-23; Es 33,11; Nm 12,8; Dt 34,10; Is 6,9-10; Is 1,3; 44,18; 56,10-11; Ger 2,8; 4,22; 5,3-5.21; 8,7; Os 4,2.6; 6,6; 1 Re 18,19; Ez 3,16-21; 33,1-9; 1 Cor 1,1.

La lotta contro i demoni nel monachesimo antico: gli otto spiriti maligni: l’accidia

L’accidia è l’incapacità a vivere nella nostra esistenza il tempo e lo spazio che percepiamo in una dimensione falsa, minacciosa: non corrispondono alla situazione ideale che si va cercando e quindi diventano soffocanti; non si vede nulla di buono e si ha disgusto di tutto ciò che si è fatto.
Questo tempo opprimente che i monaci chiamano “demone del mezzogiorno”, è la situazione esistenziale che viene a crearsi a metà della vita, tempo caratterizzato da un momento di crisi e di ripensamento, nel quale si rimette in questione la situazione di lavoro, affettiva, sociale, poiché si ha l’impressione che la vita così come la si è condotta fino a quel momento non abbia apparente fecondità. Si sogna una vita irraggiungibile, veniamo presi da paure svariate (per esempio, di malattie più immaginarie che reali), diventiamo inefficienti sul lavoro, intolleranti ed incapaci di sopportazione verso “gli altri” (che diventano spesso il bersaglio su cui scaricare frustrazioni ed aggressività), impotenti a governare i pensieri che si affollano nella propria anima e che ci gettano nello scoraggiamento. Si è tentati di annullare sia la propria vita passata (rottura di vincoli o distruzione di una vita sociale) sia, addirittura, di azzerare ogni possibile futuro (suicidio).
Questo stato d’animo porta ad una profonda depressione, in cui cerchiamo disperatamente di fuggire dal proprio vuoto interiore.

L’accompagnamento spirituale
Gesù trascorre del tempo la notte in preghiera. Al mattino guarisce i malati ed il pomeriggio annunzia la buona notizia. La notte è per la solitudine, il mattino per la comunità, il pomeriggio per il ministero.
Per praticare la medesima solitudine vissuta da Gesù, comunione profonda con il Padre il cui cuore e la cui mente è più grande del nostro cuore e della nostra mente, dobbiamo fissare un tempo regolare nel quale giungere a conoscerci come esseri vulnerabili e deboli ma amati da Dio, comprendendo che facciamo parte di una famiglia che non vuol dire presenza di comunità “formali”, in quanto la comunità prima di essere un’organizzazione o un’istituzione, è un modo di vivere e di relazionarsi, non è un luogo o un tempo sentimentale ideale, dove tutti vivono insieme, si amano a vicenda e stanno sempre insieme, dove ci aspettiamo che qualcuno ci doni quel perfetto ed incondizionato amore del quale sentiamo il bisogno da sempre. Questo non accadrà mai! Nella comunità impariamo che cosa significa confessare la nostra debolezza e  perdonarci a vicenda, non ci rinfacciamo quello che gli altri non riescono ad essere per noi.
Una tale comunità sorge dalla solitudine e senza una comunità la comunione con Dio è impossibile. Siamo chiamati insieme alla mensa di Dio, non da soli.

Passi biblici    Dt 28,64-67; Lc 6,12-19; Mt 18,20; Lc 6,16.

Il cammino nella Parola
Gesù fece dell’annuncio del Regno il centro della propria predicazione; il Regno è qui nel suo annuncio e nella sua azione. Inoltre Gesù rivolge l’appello anche a tutti coloro che comunemente erano ritenuti esclusi dalla gioia messianica, come i poveri, i peccatori, gli stranieri. Le “opere potenti” compiute da Gesù vanno collocate in questo preciso contesto La persona di Gesù è un segno che richiede capacità di lettura ed il coraggio di decidersi, mentre l’uomo è cieco di fronte ai segni che Dio decide di offrire e se ne scusa pretendendone altri,  va in cerca di segni propri, progettati in base alla propria immaginazione, per instaurare il proprio regno, sottraendosi così al rischio della fede.
I miracoli che compie Gesù sono perciò una “promessa” del Regno di Dio, indicano la direzione di salvezza in cui il mondo è incamminato: un mondo di uomini finalmente liberati dal peccato, dalla schiavitù e dalla divisione, radunati alla mensa di Dio, senza esclusi. E’ una salvezza che interessa l’uomo in tutte le sue dimensioni, spirituali, fisiche e sociali: i miracoli testimoniano che il Regno porta tutto l’uomo alla completezza.
Il grande miracolo è la risurrezione, ma questa non significa che la Croce è tolta, o che Dio abbia abbandonato il rischio e la debolezza dell’amore per sostituirvi la sicurezza della potenza: significa, al contrario, che la potenza vittoriosa di Dio è nascosta nella debolezza della Croce, la cui accettazione è il passaggio obbligato della speranza.
Il modo migliore di vedere i miracoli evangelici sarebbe di collocarli ai piedi della Croce. Miracoli e Croce dicono insieme l’identità di Gesù. I miracoli dicono che il Crocifisso è un Figlio di Dio. La Croce dice  quale Figlio di Dio.

Passi biblici    Mc 1,15; 2,22; 10,38; Mc 3,22-27; Mc 3,22-24; Mc 1,35-38; Mc 8,10-13; Lc 11,29-30;
Mc 6,5; Mt 11,4-5; Lc 17,21; Lc 4,16-22; 7,22.

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